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Quando il 16 marzo 2003 ho letto su internet, le prime agenzie che parlavano di una giovane pacifista americana(Rachel Corrie) uccisa per errore da un bulldozer israeliano nell'abbattimento di una casa, nella striscia di Gaza, ho subito pensato che quella notizia era abbastanza strana e che si riferisse ad un fatto accaduto il giorno prima. Qualche giorno dopo navigando in internet sono tornato sulla notizia dell'uccisione di Rachel Corrie. Facendo una ricerca su Google ho iniziato a raccogliere agenzie, e sul sito del Corriere della Sera, e poi su altri siti, ho trovato le foto drammatiche degli amici di Rachel che documentavano quanto accaduto. Mentre noi pacifisti in quel periodo eravamo concentrati in iniziative per fermare la guerra in Iraq, il conflitto israelo-palestinese era sicuramente in secondo piano. Ho pensato che il fatto che una giovane amica pacifista era stata uccisa in Palestina, era come minimo da denunciare, visto che giornali e mass media riportavano la notizia in qualche trafiletto, e quindi da far sapere almeno tra le persone che conoscevo che si occupavano di pace e diritti umani. Senza molto pensarci, in modo emotivo, con molta rabbia in cuore, il 19 marzo sera ho costruito una presentazione in power point con foto e documentazione tratta dalle agenzie e dai racconti degli amici di Rachel Corrie. Ho inviato questo documento ad una trentina di amici e amiche. Nel giro di pochi giorni la presentazione in modo spontaneo, aveva fatto il giro del mondo, era stata tradotta in diverse lingue ed ospitata in centinaia di siti. A distanza di quasi 6 anni la ppt ogni tanto viene rilanciata in internet, portando con se un messaggio di denuncia e di pace. Sinceramente non pensavo che le persone in internet potessero determinare questa forza, che il movimento della pace e della solidarietà fosse così capace di mettersi in rete e farsi tramite di una denuncia di violazione dei diritti umani. Ho ricevuto diverse centinaia di messaggi da tutto il mondo, che mi ringraziavano, e volevano saperne di più su Rachel o che chiedevano che cosa poter fare. I genitori di Rachel Corrie in un incontro in Italia, dove ho avuto modo di conoscerli, hanno fatto a tutti noi questa raccomandazione: "non state molto a parlare di Rachel, ma invece lavorate per la pace in Palestina e nel mondo, nostra figlia siamo sicuri che questo vorrebbe" Questa parte di sito la dedico a Rachel Corrie e alle persone che come lei si sono impegnate e si impegnano per la pace, per il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente, rischiando qualche volta la propria vita per salvare quella degli altri. Documenterò nei prossimi mesi le storie di alcune/i di loro, anche se sono consapevole che il mondo è attraversato da persone con storie straordinarie. E non potrebbe essere sicuramente un sito a raccontarle tutte. Quindi quelle che troverete qui sono solo alcune delle tante. Sarà perchè in questi anni ho incontrato attraverso il mio impegno: prima nel movimento degli studenti, poi in Amnesty International, nella difesa dell'ambiente, in politica e nel sociale, persone semplici ma stupende, che si impegnano per creare un mondo migliore, sarà anche per tutto questo, che voglio raccontare la storia di alcune persone che hanno seminato su questa terra pace, amore e libertà.
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