IL
CORAGGIO DI MELANIE
Melanie Delloye
compirà 20 anni il prossimo settembre. Vive a Parigi con il padre dove
studia sociologia, ha molti sogni, molti desideri e le insicurezze
tipiche dei ragazzi della sua età.
Potrebbe essere il ritratto di una qualsiasi ragazza parigina ma Melanie
Delloye è meglio conosciuta come Melanie Betancourt, un cognome
importante che le ha condizionato la vita, nel bene e nel male.
Melanie è la figlia
di Ingrid Betancourt, senatrice, fondatrice del Partito Ossigeno Verde e
candidata alle elezioni presidenziali colombiane del 2002.
Purtroppo Ingrid non ha potuto portare a termine quella campagna
elettorale perché il 23 febbraio 2002 è cambiata la sua vita, quella
dei
suoi familiari, quella di Melanie!
L’inzio di un
incubo
Era un sabato sera e fu proprio Melanie a rispondere alla telefonata
della nonna, Yolanda Pulecio (ex senatrice), “passami tuo papà”
furono le lapidarie parole. La notizia del rapimento di Ingrid da parte
delle Farc, la guerriglia colombiana, ha segnato la sua vita anche se
Melanie era al corrente dei rischi ai quali era esposta la madre.
Anni prima, quando abitavano in Colombia, erano stati costretti a fare
le valige in piena notte e partire per la Nuova Zelanda per sfuggire
alle minacce di morte.
Ho raggiunto telefonicamente Melanie Betancourt
che ha da pochi
giorni sostenuto un esame all’Università.
Da quando sua madre è stata rapita, Melanie è in prima linea per trovare
una soluzione per gli oltre 3000 sequestrati dalle Farc, inclusa sua
madre.
A soli 18 anni ha incontrato ministri e capi di stato, trovato sostegno
dalla Francia, al Canada, alla Svizzera passando per l’Italia. 1273
città nel mondo hanno conferito la cittadinanza onoraria ad Ingrid
Betancourt che è diventata il simbolo della lotta contro la corruzione
endemica in Colombia.
(Melanie
Betancourt insieme alla nonna Yolanda Pulecio durante una manifestazione
a Parigi per chiedere la liberazione di sua madre)
Ingrid come Melanie,
ha studiato in Francia e questo le ha permesso di avere una visione più
equilibrata della democrazia colombiana dove secondo Ingrid, la
corruzione è la causa di tutti i mali. Quando nel 1989 fu assassinato il
candidato presidenziale Luis Carlos Galan che aveva costruito la sua
campagna contro il narcotraffico, Ingrid decide che non può stare a
guardare inerme il destino della Colombia. Inizia così il suo percorso
politico.
Da quel momento la vita di Melanie non è stata più la stessa. Prima di
allora poteva trascorrere il tempo con sua madre alle Seychelles ed in
Nuova Zelanda seguendo suo padre, diplomatico francese, ma Ingrid
Betancourt in quel modo non si sentiva utile per la Colombia.
Fra l’amore per il suo Paese e la famiglia, Ingrid ha scelto la
Colombia! Melanie non ne fa una colpa anzi, ammira molto sua madre per
il suo impegno anche se questo ha voluto dire vivere lontano da lei.
“La vita senza mia mamma è sempre più difficile” afferma Melanie.
“Avrei voluto averla vicina nelle fasi più importanti della mia vita,
avrei voluto che vedesse crescere mio fratello Lorenzo”.
Il progetto politico di Ingrid è racchiuso nel suo libro “forse mi
uccideranno domani” tradotto in francese, inglese, italiano e perfino in
giapponese che ha permesso di rendere internazionale la sua battaglia.
La Colombia in
guerra
Ingrid Betancourt non si è fatta troppi problemi nel denunciare l’ex
Presidente Samper di aver finanziato la sua campagna elettorale con i
proventi del narcotraffico.
Mettendosi contro la classe politica colombiana, non ha avuto sostegno
quando il fatidico 23 febbraio 2002 si è recata a San Viciente, 600 km a
sud di Bogotà, territorio occupato dalle Farc, per la campagna
elettorale.
Ingrid voleva portare il suo messaggio alla popolazione locale
abbandonata a sé stessa in un territorio dove la guerra è giornaliera.
Cosa pensa Melanie delle Farc che hanno rapito sua madre?
“All’inizio, quando sono sorte nel 1966, lottavano anche loro per i
diritti dei contadini, per avere una Colombia diversa, ma da quando
hanno impugnato le armi il loro progetto si è vanificato”.
Ad oggi sono oltre 3000 le persone sequestrate dalle Farc.
Nel rapporto di Amnesty International sulla Colombia, solo nel 2004 sono
state rapite 1250 persone, 287.000 sono state costrette ad abbandonare
le proprie abitazioni e 1400 civili uccisi o scomparsi.
Sono dati da Paese in guerra ma nonostante tutto il Governo Uribe si
rifiuta di trovare una soluzione politica. “Non ho fiducia nel
Presidente Uribe” dice Melanie. “Quando mia madre è stata rapita
ci ha promesso il massimo sostegno. Oggi chiedo che venga nominato un
negoziatore credibile per trovare un accordo”.
Le Farc chiedono la liberazione dei guerriglieri detenuti nelle carceri
colombiane, il Governo non intende negoziare anche se si registra
qualche segnale positivo. Nel dicembre 2004, 23 prigionieri sono stati
graziati ma le Farc non hanno raccolto il messaggio probabilmente per
una precisa strategia politica. Gli attentati dell’11 marzo a Madrid,
hanno dimostrato che i gruppi terroristici possono condizionare in modo
determinante i risultati di una consultazione elettorale ed è forse per
questo che le Farc hanno ripreso recentemente gli attacchi armati.
La situazione è alquanto complicata. Basterà il messaggio del Presidente
Chirac che ha chiesto il 13 giugno scorso la liberazione di Ingrid
Betancourt?
“E’ importante tenere l’attenzione sulla questione dei sequestrati in
Colombia e ringrazio tutti i Paesi che sono con noi in questa
battaglia”.
Melanie non ha notizie di sua madre dall’agosto 2003 quando fu diffuso
un video dove Ingrid chiedeva la liberazione dei guerriglieri.
Soluzioni
possibili?
Alla domanda su cosa farà sua madre quando tornerà libera, Melanie
risponde con decisione, “in quel video oltre la stanchezza ho visto
ancora tanta determinazione quindi immagino che continuerà la sua
battaglia politica”.
I mesi scorsi le cronache dei giornali europei seguivano con
trepidazione la sorte dei giornalisti sequestrati in Iraq. Giuliana
Sgrena, giornalista italiana sequestrata in Iraq, è stata liberata
grazie all’intervento di una task force del Governo italiano. Chiedo a
Melanie se anche il Governo colombiano potrebbe seguire la stessa
strategia per liberare sua madre. “Non è così semplice. La Colombia
non è l’Iraq. Le Farc saprebbero subito gli spostamenti dell’esercito e
comunque si muovono in continuazione nella giungla”.
Il Presidente Uribe afferma che il tempo risolverà tutto ma Melanie non
è dello stesso avviso. “Bisogna agire per trovare un accordo al più
presto”.
Prima di salutare Melanie Betancourt mi viene spontaneo domandarle cosa
farà del suo futuro, “adesso non saprei proprio dirlo. Sto studiando
sociologia all’Università e voglio riabbracciare mia madre al più
presto”.
Chiunque volesse
avere maggiori informazioni sulla vicenda o prendere visione delle
iniziative in corso, può consultare il sito ufficiale
www.betancourt.info
oppure contattare il
Comitato Italiano per la Liberazione di Ingrid Betancourt
http://digilander.libero.it/ingridlibera
Federico Bastiani
http://www.women.it/blogs/donnesenzaconfini/archives/IL%20CORAGGIO%20DI%20MELANIE
martedì, febbraio 07, 2006
1300
persone riunite a Rochefort per chiedere la liberazione di Ingrid
Più di un migliaio di persone si sono
incontrate domenica nei pressi di Rochefort (Charente-Maritime) per
chiedere la liberazione di Ingrid Betancourt, scrivendo la parola 'Libertad
'.
Un gruppo
di circa 1.300 persone secondo la
polizia (2.000 secondo gli organizzatori) si è incontrato domenica 5
febbraio nei pressi di Rochefort (Charente-Maritime) per chiedere la
liberazione di Ingrid Betancourt, rapita il 23 febbraio 2002.
Le persone hanno
formato sul bagnasciuga le otto lettere della parola "Libertad" (libertà
in spagnolo). Il comitato di
sostegno della Charente-Maritime ha organizzato la manifestazione, che
ha riunito più persone che previsto. La sorella dell'ostaggio, Astrid,
si è rallegrata per questa forte mobilizzazione: "sono abbagliato,
meravigliata e molto commosso." È commuovente vedere con un temperatura
di - 4 gradi più di un migliaio di persone sono venute da tutta la
Francia scrivere la parola di 'Libertad ".
Forse mi uccideranno domani - libro
- Sonzogno editore, gennaio 2002
Mille giorni di silenzio,
di Maurizio
Chierici
da
l'Unità
del 18.11.2004
UN VIDEO DELLA DONNA E’ ARRIVATO NEL GIUGNO DELLO SCORSO ANNO, POI IL
SILENZIO -
www.lastampa.it 23.11.04
Il sequestro Betancourt. E' ormai un anno che non arrivano notizie.....
"L'Indipendente"
dell'8 giugno 2005
Nella tana dei guerriglieri di Stella Spinelli - PeaceReporter del
22.02.2006
Ingrid
Betancourt, quattro anni nelle mani delle Farc in Colombia
di Leonardo Sacchetti da l'Unità del 24.02.06
A cinque anni dal
sequestro Betancourt
di Emiliano Sbaraglia -
www.aprileonline.info - 22.02.07
Angoscia Betancourt, «sta morendo» - da
www.corriere.it - 08.02.08
"Non vogliono Ingrid libera questo è un sabotaggio"
di
Omero Ciai - 02.03.08
Venezuela-Colombia, è escalation Chavez e Correa: "Uribe criminale"
di Omero Ciai - 03.03.08
Ecco l'ambulatorio nella foresta dove è stata curata la Betancourt
di Omero Ciai - 10.04.08