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CANCELLATO IL GIARDINO DI VIA BAZZINI
Il 13 mattina prima delle 6 purtroppo è avvenuto il blitz con decine di poliziotti che non hanno consentito ai cittadini di avvicinarsi al giardino, in poco tempo si è provveduto ad abbattere i muri di cinta e a tagliare gli alberi. Come ha detto un cittadino che abita accanto all'ex giardino di Via Bazzini fra un pò gli alberi, per lasciare posto alle auto, a Milano li vedremo solo dipinti sui muri. - Stefano Costa
Alcuni ecologisti avevano fatto una protesta «ad alta quota» Tornano le ruspe in via Bazzini, addio agli alberi Blitz all'alba dopo il presidio dei residenti del quartiere: al posto del giardino sorgerà un parcheggio. Gli ambientalisti contro il Comune
I poliziotti, le ruspe, gli spintoni, gli slogan, le anziane in pantofole trascinate a forza, le lacrime delle mamme. Tutto in pochi minuti. E all’alba di giovedì mattina l’«albero del cielo», sotto la cui ombra giocavano i bambini di via Bazzini, è stato abbattuto. Un blitz. Il rumore delle seghe, qualche colpo ben assestato e poi via, i rami in fiore sono crollati a terra. Gettando in fumo le speranze di tutto un quartiere. A poco è servita la mobilitazione degli abitanti. Nemmeno la protesta dei verdi (due giornate trascorse a trenta metri d’altezza, sulla pianta diventata simbolo della lotta alla cementificazione) è bastata. Il parcheggio interrato si farà: «Si costruiscono box», dice l’annuncio sulla rete che circonda l’ex giardino
Cronaca di un blitz non annunciato: alle cinque del mattino, i verdi Riccardo Germani e Jacopo Corsentino erano pronti a salire sull’albero. Obiettivo: trascorrere un’altra giornata a dieci metri di altezza. «Ma subito — racconta Germani — abbiamo notato cinque agenti in borghese. Ci hanno circondato e impedito di salire». Alle sei la tensione. Da un parte gli abitanti del quartiere, donne e anziani soprattutto. Dall’altra, una ventina di poliziotti, chiamati dai colleghi. «Siamo stati sbattuti a terra — continua Germani — e spintonati. Una signora è stata strattonata, un sessantenne è stato fatto cadere. Io sono stato preso per il collo, ho un ginocchio escoriato. Ci hanno trattato come ultrà della curva, è inammissibile». Troppo tardi per tentare una controffensiva: poco dopo le sei in via Bazzini è arrivata la ruspa. Recinzione sfondata. Poi via, seghe in azione. E, dalle finestre, le grida dei residenti che per anni hanno visto crescere la pianta mangia smog (è una delle caratteristiche dell’ailanto).
Il bilancio: tre alberi centenari abbattuti e la rabbia di un intero quartiere. «Dove andranno i nostri bambini a giocare?» chiedono le mamme. «Ho visto mio figlio di nove anni piangere quando ha sentito il rumore delle seghe», racconta Ivana. «Hanno aspettato le vacanze di Pasqua per agire indisturbati», aggiunge Maria Cristina. Il presidente dei Verdi milanesi, Carlo Monguzzi, attacca: «Ancora una volta la giunta Albertini si rivela del tutto insensibile alle richieste dei cittadini e alla tutela dell'ambiente per costruire l'ennesimo parcheggio sotterraneo». Altre accuse: «Il sindaco è accecato da una foga "cementificatoria" che in questi ultimi anni ha cambiato in peggio il volto di Milano». E mentre i Verdi annunciano ricorsi al Tar, il vicesindaco Riccardo De Corato, assessore ai Giardini, difende il sindaco: «Negli ultimi quattro anni abbiamo piantumato oltre 35 mila alberi. Sedicimila solo l’anno scorso. Nessuna giunta ha mai fatto tanto».
Giovedì 13 aprile... brusco risveglio
lettera di un cittadino al forum di vivimilano.it |
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