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Julia Butterfly Hill
"Ciò che il bruco
chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla" Lao Tzu
Julia
Butterfly Hill, americana è nata il 18 febbraio del 1974. Il 10 dicembre del
1997 in California sale su una sequoia millenaria di 60 metri d’altezza, per difendere gli alberi della
foresta di Headwaters, nei pressi della cittadina di Stafford, nel nord della
California, che dovevano essere tagliati dalla Pacific Lumber/Maxxam Company,
grande multinazionale della lavorazione del legname, quel giorno Julia non
avrebbe mai immaginato che su quell’albero ci sarebbe rimasta per ben 2 anni,
lottando contro intemperie di ogni tipo, soffrendo la fame e la solitudine,
resistendo ai ricatti e alle minacce della Lumber Pacific. Scenderà dalla sequoia
“luna” il 18 dicembre del 1999, dopo aver raggiunto un accordo
che metteva in salvo “luna” ed una parte della foresta per un raggio di circa 60
metri.
Dopo questa vicenda Julia ha continuato con grande passione ad occuparsi della
difesa delle foreste e della natura nel suo insieme, ed è diventata testimonial
per gli ambientalisti di tutto il mondo. Ha fondato con altri attivisti Circle
of Life Foundation che si occupa di
difesa dell’ambiente. Julia
oltre ad essere una grande ambientalista ama scrivere poesie.

“A volte mi chiedo se la distruzione non è ormai andata troppo oltre, se
possiamo ancora verosimilmente fare qualcosa per salvare le nostre foreste e il
nostro pianeta. Ma nonostante tutto so che non posso smettere. Dobbiamo fare la
cosa giusta perché va al di là del risultato. Devo impegnarmi in una lotta alla
volta… Sì, una persona può fare la differenza. Ciascuno di noi la fa”
L'Associazione di Julia
www.juliabutterfly.com
Associazine per la tutela delle
foreste e degli alberi
millenari
www.ancientforests.org
Associazione californiana a
cui ha fatto riferimento la Hill
www.wildcalifornia.org
Due anni tra i
rami di una sequoia
Gesticola come un’italiana quando si appassiona ad un problema, un volto che
incanta dalla pelle trasparente tipica delle veganiane, il look della sua
generazione.
E’ Julia
Hill. Butterfly
da quando i suoi genitori, a sette anni, gli affibbiarono questo soprannome,
perfetto per il suo destino. Lei, californiana ventiseienne, è cresciuta
nomade e un po’ hippie, con il padre fotografo viaggiatore sempre tra i
camping dove si fermava il loro camper.
Aveva
un sogno: diventare businesswoman. L’atmosfera di casa “si parlava spesso
di soldi perché ce n’erano pochi”spiega l’americanina, l’ha portata a
studiare Business Administration e, con tali scelte, si allontanava dagli
ideali familiari.
Una volta laureata, qualcosa è accaduto e, come capita solo nei sogni
americani, questa bella ragazza il 10
dicembre 1997 decise, quasi per gioco, di salire su Luna, una sequoia
millenaria nella foresta di Headwaters, in California. Per ben 783
giorni rimase tra gli alberi a 60 metri d’altezza pur di non far abbattere
Luna dalla Pacific Lumber’s, una delle massime industrie nel settore legnami
che già aveva disboscato la zona. “Ho avuto molti problemi – racconta oggi
a Roma, Julia Butterfly Hill prima di presentare il suo libro ed incontrare
i ministri di agricoltura e beni culturali italiani-. Ho, per esempio, avuto
problemi di ustione agli occhi. In molti momenti, poi, avrei voluto lasciar
perdere”, ricorda la giovane i cui occhi sono ancora lassù tra i rami della
sua Luna.

Racconta di quanto l’abbiano osteggiata, con elicotteri che la illuminavano
in piena notte per costringerla a non dormire. Amici come Claudia, anche lei
presente a Roma, l’hanno assistita dal basso mandandole su tutto il
necessario, ma anche loro sono stati messi sotto pressione.
Alla fine, come nei film americani politically correct, ha vinto lei. Luna
non è stata abbattuta, Julia è diventata il testimonial ideale per la
salvaguardia dell’ambiente e viaggia in tutto il mondo per raccontare la sua
storia. Riforestazione, riuso, riciclaggio, sostenibilità sono i suoi dogmi
di cui ormai e portavoce.
“Sì, la mia vita è completamente cambiata. Sono diventata sostenitrice
dell’alimentazione vegana (i vegetariani più estremi n.d.r.), La mia impresa
mi ha dato notorietà, è vero, ma soprattutto responsabilità. Per questo vado
anche a parlare con i politici” spiega accalorata la giovane che ormai è
riuscita ad unire gli ideali ecologisti, forse simili alla sua infanzia, con
il sogno di businesswomen da nuovo millennio, eticamente corretta si
potrebbe dire.
Difensore instancabile della natura fa notare:“Vede, qui gli alberi sono un
ornamento per le strade, ma non hanno altro valore che di contorno. In
Italia non c’è l’attenzione agli alberi come per i monumenti, per questo
incontrerò anche il vostro ministro Melandri”.
Julia parla in modo ineccepibile, che te la fa immaginare una prima della
classe, forse troppo perfetta per i nostri
criteri europei, ciononostante non poteva essere miglior testimonial del
Pannello Ecologico.
Che cos’è?
E’ un Consorzio. Un’iniziativa partita da un gruppo di industriali mobilieri
a tutela delle foreste.
In pratica è un’associazione no-profit che è riuscita a recuperare 1,3
milioni di tonnellate di legno già usato, ma soprattutto ha la capacità di
salvare l’equivalente di: ottomila alberi al giorno!
In Italia, ottocento comuni hanno già aderito all’iniziativa e nelle scuole
primarie si stanno promuovendo iniziative di educazione ambientale mirate.
“Trovo i giovani molto sensibili al problema”, continua la farfalla
americana più famosa del mondo.
“La mia vita è totalmente cambiata. Oggi do il giusto valore alle cose.
Molte cose che prima mi sembravano importanti ora comprendo quanto siano
superflue”, afferma convinta, raccontando di come la sua casa americana sia
ridotta all’essenziale e rispettosa dell’ambiente, in pieno stile
ecotecnologico da nuova era.
La storia di Julia è stata presentata con il libro edito Il Corbaccio dal
titolo: “La ragazza sull’albero”.
http://www.greensite.it/articoli/art002.htm
Riflessioni sul patriottismo di Julia B. Hill

Mi vergogno del mio governo.
Mi vergogno che ci facciamo beffe della nostra carta dei diritti permettendo a
riautorizzati "Patrioti" di dare al nostro governo l'assoluta autorità di
definire il dissenso come terrorismo.
Mi vergogno del mio presidente che parla di libertà , democrazia quando il
nostro paese da secoli porta avanti nella proprio programma distruzione
ambientale, inequità sociale, imperialismo e violenza.
Mi vergogno che prove scientifiche del riscaldamento globale e del picco della
produzione di petrolio, non ci fanno fare nulla di significante per cambiare
questa società per vivere insieme in armonia con la natura.
Mi vergogno che queste atrocità e altre migliaia di atrocità, accadano nel
nostro nome.
[...]
Non possiamo permettere questi governi di creare unilateralmente il nostro paese
e il nostro mondo.
Ognuno di noi ha i talenti per offrire quei doni per un cambiamento, con la
parola, il volontariato, cause locali e ingaggiando azioni dirette e
disobbedienza civile.
Sono rimasta per due anni su un albero senza mai scendere per protestare la
distruzione delle nostre antiche foreste.
Molte persone mi hanno detto, "Wow, Julia, non avrei mai potuto farlo". E
onestamente rispondo: "Neanch'io avrei potuto".
Infatti quando mi arrampicai sull'albero avevo pensato di rimanerci per un paio
di giorni, o forse un mese. Ogni giorno, ho fatto la scelta di rimanere
sull'albero. Ma dopo 2 anni e 8 giorni, la chiamata dell'attivismo aveva una
voce meno forte di vestiti puliti e un letto confortevole.
06 Luglio 04
http://zam.it/1.php?articolo_id=1692&id_autore=1729
Parla Julia Butterfly
Hill di
Rita
Imwinkelried
- 22.11.2002
“La mia battaglia per la salvezza delle foreste” di Sergio Sinigaglia il
Manifesto - 24.08.2005
“Insieme
possiamo cambiare il mondo” di Gabriele Salari
Intervista a
Julia Butterfly Hill di Paolo Scopacasa
Joan Baez va a vivere su un
albero, aiutata dalla Hill da Republica.it - 25-05.2006
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